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Corsa in Montagna

Notizie

35^ Hochfelln Berglauf (GER)
28 settembre 2008
A Bergen arriva (in ritardo) la forma giusta

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La gara tedesca “Hochfelln Berglauf” è un must per gli atleti della corsa in montagna. Almeno una volta nella vita bisogna provare l’esperienza di correre a Bergen, paese di duemila anime della Baviera, a metà strada fra Monaco e Salisburgo e a due passi da Rupholding, uno dei templi del biathlon. Con tutti i distinguo del caso, si potrebbe dire che l'"Hochfelln" sta alla corsa in montagna come la "Streif" sta allo sci alpino.

La trasferta tedesca, a due settimane dai mondiali di Crans Montana, è partita sabato pomeriggio, con ritrovo a Bolzano per il gruppo di runners italiano. Sono della partita: Andrea (Clay) Ragazzoni, neo-campione italiano di lunghe distanze a Civezzano (Tn), Antonio Toninelli, e il maratoneta Massimo Leonardi.

Le mie condizioni fisiche post mondiali non mi sembrano nulla di che. Per una settimana ho fatto riposo attivo, per l’altra…riposo “lavorativo” nella mia nuova casa di Bormio, ergo, non ho nessuna ambizione per questa gara.

La mattinata è fresca,intorno ai 5° C. Prima della partenza svolgo un leggero riscaldamento con gli amici, senza alcuna pressione circa un risultato eclatante da ottenere a tutti i costi.

La partenza viene data dal classico colpo di cannone sparato da un obice della Guerra, nel prato antistante la funivia per l’Hochfelln. Subito davanti il ceko Krupicka, dato in buona forma, con il tedesco Zeiler, a tentare il colpaccio in casa, cosa che non riesce a un tedesco dagli anni '80!

Dopo un chilometro restiamo ad inseguire i due fuggitivi, Wyatt, Ragazzoni, Gaiardo e il sottoscritto, tallonati dal gruppetto con Schiessl, Dlugosz e compagni. Ad un certo punto, con uno scatto, Ragazzoni si riporta su Zeiler, rimasto nel frattempo solo al comando, così anche Wyatt si muove e raggiunge il duo di testa. Io proseguo del mio passo, e anche se il ritmo è già alto, riesco in breve a chiudere il buco. Non contento mi metto davanti e proseguo sulle mie cadenze per vedere se qualcuno accusi la fatica. Dopo quattro chilometri capisco che solo Jono mi sta tallonando, a quel punto insisto sul ritmo, anche se mi accorgo di essere già a tutta da un bel po’, le gambe girano bene, ma fanno male, tanto le cadenze sono forti per le mie capacità! Alla stazione intermedia (Km 5,5), conservo un margine di qualche decina di metri sul rivale neozelandese, i pensieri sono rivolti a quando mi riaggancerà e mi staccherà, cosa che mi aspetto da un momento all’altro. Nel frattempo sto scavando un bel margine sugli altri, nell’unico momento in cui mi volgo a controllare la situazione, vedo Gaiardo più staccato e Zeiler un poco in crisi… Inizia il lunghissimo traverso a zig-zag, tratto in cui Wyatt va a nozze solitamente, e in un tornante a meno due Km dal traguardo…incredibile, il divario tra di noi aumenta, e la cosa mi galvanizza alquanto! Il tracciato da questo punto alla fine, non presenta più tratti ripidi, e chi ha ancora gambe può fare la differenza. Raccolgo le ultime energie per coprire le ultime centinaia di metri, con i turisti e i tifosi che mi incitano. Ultima curva ed ecco la rampa finale, cento metri ripidissimi sulla cui sommità viene istallato il traguardo con il relativo cronometro digitale. Quarantuno e ventitré secondi, quarantuno e ventiquattro, incredibile…Sono in acido lattico completo, ma riesco a fermarlo dopo 41’41”. Niente male per uno che alla sua ottava esperienza in questa gara, riesce ad abbassare il proprio personale di ben 52” (2002). A circa 40” di distacco giunge Jono Wyatt, anche se va detto, solo ventiquattrore prima, aveva corso (e vinto) la “Schneeberglauf” prova di Grand Prix WMRA di secondo livello. Terzo posto per Marco Gaiardo a 1’13”, poi Robert Krupicka, i tedeschi Timo Zeiler ed Helmut Schiessl, il polacco Adrzej Dlugosz, l’altro ceco Roman Skalsky, Andrea Ragazzoni e Gerd Frick.

Alla luce di quanto si è visto (anche se meglio sarebbe dire NON visto) quest’anno nel Grand Prix, ci si auspica che gare classiche come l’Hochfelln, vengano invogliate a farne parte, come ai vecchi tempi. Bibi Anfang (l’organizzatore di Bergen) sarà anche un personaggio difficile da gestire per i “capi” della WMRA, però di gente come lui ce n’è davvero bisogno per risollevare le sorti di un circuito di gare europee che attira pochissimi atleti e fatica a decollare. Ormai da troppi anni!



La cima dove è posto l'arrivo vista dal percorso di gara

L'arrivo

La partenza da Bergen

Wyatt-Mayr-Bibi Anfang-Pichrtova-De Gasperi (Foto Stinn)

Il passaggio a 2km dall'arrivo (Foto Stinn)

Foto Wilfred Stinn

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