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Corsa in Montagna

Notizie

Stair Race: di corsa sul Taipei 101!
17 maggio 2009
Toccata e fuga in oriente per la scalata al gigante taiwanese

Vertical World Circuit. E’questo il challenge che unisce i più importanti e alti edifici di tutto il mondo nello lo sport emergente chiamato “stair climbing”, la corsa sulle scale. Il Vertical Circuit è nato da un’idea della milanese Vista Communication e della FSA, le quali hanno regolamentato il tutto, e aperto un sito con molte info e la descrizione delle competizioni a cui vi hanno aderito.

Come poteva mancare fra queste la Taipei 101 Run Up, la torre attualmente più alta al mondo?

Il cambio di data da giugno a metà maggio, ha evitato sovrapposizioni con altre gare di corsa in montagna, perciò ho colto subito al volo la possibilità di partecipare a questa insolita competizione.

Il paragone con le "stair climb" a cui avevo precedentemente partecipato durante l’anno, è abbastanza improbabile (Empire e Pirelli), in quanto, parlando in termini alpinistici, sarebbe come accostare il Gran Zebrù al K2.

E’ la mia terza esperienza sull’Isola di Taiwan, repubblica di Cina, che raggiungo nella mattinata di venerdì 15 maggio, dopo il volo Milano – Roma – Bangkok, durato diciannove ore. A Taipei incontro altri amici atleti italiani, Cristina, Fabio, Sara e Davide, anch’essi giunti in oriente per provare l’esperienza sul grattacielo di Taipei. La permanenza in loco, è resa molto interessante grazie al supporto dell’amico Michele Speciale, valido runner veronese (lo scorso anno partecipò con me alla Sierre-Zinal) che dal 2001 vive con la famiglia nella capitale di Taiwan. Michele è una guida imprescindibile della città. Le ore prima della gara le trascorriamo fra una corsa all’alba nella zona alberata, ricavata nella piazza dedicata all’ex dittatore cinese Chiang Kay-shek, e le interessanti incursioni nella cucina orientale del piano ribassato del Taipei 101.

Il clima è difficile, sono diversi giorni che il sole picchia forte da queste parti, ma è l’umidità che rende l’aria che più afosa non si può.

La gara è fissata per le otto di mattina. Si parte a cronometro, uno ogni venti secondi.

Il primo a partire sarà Thomas Dold, il venticinquenne tedesco vincitore nel 2008. Il mio piccolo vantaggio sarà quello di seguirlo a pochi secondi, ad un suo eventuale cedimento potrei sfruttare il fattore psicologico per provare ad agganciarlo.

Le fasi iniziali sono un po’ convulse perché il chip, costituito da un braccialetto da polso, bisogna inserirlo in un’apposita “cassetta” per far partire il cronometraggio. Alla mia partenza ho avuto qualche tentennamento, col dubbio di non aver svolto al meglio l’operazione sopra indicata, ma dopo poche diecine di metri corsi nell’androne, eccomi all’interno delle scale. I primi sedici piani li corro in relativa tranquillità, sempre con l’aiuto del corrimano del lato interno (il destro). Da qui in poi le scale cambiano "alzata" e quindi, la pendenza. Me ne accorgo immediatamente perché le gambe iniziano a subire il primocontraccolpo, e nonostante provi a tenere uniforme il passo, sono costretto a usare molto di più la spinta del braccio. Trascorrono i minuti, ma preferisco non alzare lo sguardo per scorgere il numero dei piani sul muro. Tento di indovinare a che piano sono in quel momento, e nel frangente in cui cerco la conferma visiva del mio pensiero, rimango molto deluso!

Il piano è il trentanovesimo, avrei detto di averne saliti almeno sessanta…Ne mancano più di metà ai novantuno totali in programma.

Nonostante questo, continuo di buona lena nella mia azione e al cinquantacinquesimo piano, gli addetti ai ristori incitano il tedesco  che si trova appena un piano o due sopra di me. Sono quasi allo stremo, ma sento di essere vicino al ricongiungimento con il mio avversario. Le motivazioni crollano purtroppo di lì a poco. Le gambe non ce la fanno più, la testa ha parzialmente abbandonato. Dal sessantacinquesimo cedo alla voglia di camminare. E’ finita, penso. Infatti, quando si smette di correre, è difficilissimo riuscire a riprendere col ritmo precedente. Il mio passo cala vistosamente, salvo per un’impennata di orgoglio negli ultimi quattro piani che conducono all’uscita sul terrazzo panoramico. 11’15” il tempo finale per me, migliore degli 11’39” delle edizioni ’07 e ’08. Per Dold 11’05”, dimostrando di essere più bravo a gestire questo intenso sforzo. A lui i quattromila euro del premio riservati al vincitore, mica male per dieci minuti e poco più di gara! Terzo Fabio Ruga in 12’21”, felice anche lui per la buona prestazione in questa estemporanea e particolare esperienza personale. Continuano fino al pomeriggio le salite dei concorrenti (millecinquecento totali!), mentre dalla zona premiazioni, sotto il Taipei 101, osserviamo soddisfatti i cinquecento otto metri saliti a (quasi) tempo di ascensore!



La premiazione

Il vincitore Thomas Dold

Cucina cinese

Italiani con personaggi taiwanesi

Fabio Ruga terzo

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