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Corsa in Montagna

Notizie

San Vito di Cadore (Bl) Campionati italiani atto II
24 luglio 2011
Cronaca di un terzo posto deludente.Grande prestazione dei gemelli Dematteis

Seconda prova di campionato Italiano di corsa in montagna nel segno del maltempo. E quando si tratta di freddo, pioggia o neve, per il sottoscritto la cosa ottimale sarebbe quella di rimanersene al coperto a farsi una partitella a carte... Scherzi a parte (ma non troppo), il feeling tra me e le avverse condizioni meteo non ha mai voluto sbocciare. Forse la causa è da imputare alla mia percentuale molto bassa di grasso  o  chissà a cosa, fatto sta che tranne in una occasione (mondiale in Alaska 2003), il mio fisico non mi ha mai consentito di esprimermi al meglio col freddo. Fatto questo preambolo, veniamo ad un’altra nota dolente: il percorso di gara. Un tracciato di tredici chilometri con circa settecentocinquanta metri di dislivello, il tutto su tre giri con salita e discesa. Va dato atto alla Polisportiva Caprioli di avere fatto il massimo per salvare la manifestazione flagellata dal maltempo, e non è tutta colpa loro se la tipologia di tracciato è risultato molto più simile ad un cross impegnativo che a una corsa in montagna. Per salvare il destino di una specialità che non è mai stata così poco attraente come negli ultimi anni a livello di percorsi, penso che si debba andare in tutt’altra direzione. Ma con buona pace di tutti, coloro che si lamentano, preferiscono farlo in assoluto segreto. Guai ad esternare il proprio pensiero a chi di dovere, si sa mai che qualcuno rischi di vedere il proprio nome segnato su chissà quale libro nero ….

Alla gara senior maschile gli iscritti risultavano centoquattro. Alla partenza saranno circa ottanta.

Dicevamo la pioggia. Pioggia e sette gradi centigradi. Alle 10.30 veniva dato il via. Subito al comando si formava un gruppetto di atleti su ritmi decisamente elevati. Uno strappo su asfalto di circa 400mt che nelle mie gambe creava quella fastidiosa situazione di muscoli in acido. Dopo un break in piano e in leggera discesa riuscivo a “spezzare il fiato”, potevo così replicare un po’ più agevolmente ai cambi di ritmo degli atleti al comando. Subito capivo che la giornata sarebbe stata critica per me, raggiunta la sommità della prima salita, restavamo in tre davanti, i gemelli Dematteis, ed io. Però nei tratti di agilità, capivo di non essere in grado di replicare in tempo alle loro variazioni di ritmo. Risultato, dopo la seconda erta  di un centinaio di metri nel bosco, non appena si iniziava a discendere sulla pista da sci, scivolavo cadendo grossolanamente a terra. Questo era il primo segno che le gambe già non rispondevano più completamente a causa dell’affaticamento.

Al primo passaggio in paese, il marocchino Abdullah Bamoussa ci raggiungeva al comando e transitava in testa per raccogliere l'applauso del pubblico amico. Lui abita qua vicino, da poche ore era diventato padre, e la sua forma veniva data in grande spolvero. Ripresa la seconda salita, preferivo impostare un ritmo più consono alle mie condizioni. Martin e Berny si allontanavano alla ricerca di Bamoussa, il quale veniva ripreso molto presto. A metà della seconda salita anche io rientravo sul marocchino, e Berny non sembrava irraggiungibile là davanti. Ma era solo una effimera fiammata, già nella seconda discesa  i gemelli riprendevano vantaggio e io continuavo a non impostare le discese come si deve, quasi fossi totalmente “in bambola”. La mia seconda scivolata avveniva nel tratto conclusivo del bosco. Al termine del secondo giro le posizioni di testa erano già cristallizzate. La situazione al qual punto era:  premiata Ditta Fratelli Dematteis in fuga con circa 25” sul cascatore bormino, quarto Bamoussa a circa 40”, e alla spicciolata tutti gli altri a circa un minuto. Sulla terza salita la vera crisi. Le gambe erano di legno e iniziavo ad avvertire i maligni sintomi del freddo quando si mischia inesorabilmente alla fatica. Fortunatamente il vantaggio sugli inseguitori era buono, e così nonostante l’ennesima caduta, questa volta sul tratto in erba, nessuno riusciva a raggiungermi. La vittoria andava a Martin, con Berny secondo a 17”, mentre io finivo lontano a ben 1’28” di distacco. Sicuramente non una grande iniezione di fiducia per le gare a venire, ma mi conforta il fatto di aver trascorso una settimana con buone sensazioni negli allenamenti. Sperando che il freddo se ne stia lontano !



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