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Corsa in Montagna

Notizie

Dall'album dei ricordi.... 2011 tutto d'un fiato!
30 dicembre 2011
Capodanno per brindare alla stagione appena trascorsa

La stagione agonistica 2011 sta per essere archiviata in soffitta assieme ad una miriade di ricordi, alcuni buoni, altri meno (lo so, sono incontentabile!), ma con la consapevolezza di poter ancora spremere il mio fisico almeno per un’altra stagione a buoni livelli, poi, anche in base alla profezia degli amici Maya, si vedrà..

L’update, come avrete capito non è il mio forte. Sono in costante ritardo, ormai cronico, su tutto. Ma un bel riassunto di ciò che è successo  lo devo anche a me stesso, per evitare che presto tutto ciò cada inesorabilmente nell’oblio.

Dopo un avvio di stagione estiva scoppiettante, con risultati buoni per una programmazione votata più a trovare il fatidico “picco di forma”  nella seconda parte dell’estate, a luglio un susseguirsi di fatti non previsti, mi hanno indotto a dei cambi di strategia a stagione inoltrata.

Alcuni problemi non sono dipesi dalla mia volontà, come lo sfortunato episodio di colica renale proprio alla vigilia della partenza per il campionato continentale in Turchia, nel quale - forse peccando di eccessiva modestia-   avrei potuto difendermi più che onorevolmente. Le due settimane di lavoro svolto in quota al Col del Nivolet  con l’amico Jean mi avevano lasciato buone sensazioni. Ma tant’è che al mio posto, venne selezionato “last minute” Alex Baldaccini, giovane (1988) non solo di belle speranze, ma come si può affermare a stagione conclusa, di assolute certezze.

Aprendo una parentesi, come tanto s’è discusso  nel nostro ambiente, questa convocazione ha destato parecchie polemiche. Più di un atleta aveva avanzato  legittimamente il diritto a  quel posto in azzurro  assegnato al portacolori del G.S. Orobie, in virtù di un miglior piazzamento in occasione della selezione (Italiani di Domodossola). Come spesso è accaduto, la situazione è stata gestita pessimamente da chi di dovere, ma, parafrasando un vecchio aforisma, certi uomini sono sempre contro la ragione quando la ragione è contro di loro

chiusa parentesi, punto. Europei (malamente) archiviati dunque, e non è stato facile programmare altri duri allenamenti per riprendere il filo del discorso. Soprattutto a livello mentale. Nelle settimane successive, sia alla Orobie Skyrace al Passo della Presolana (Bg), organizzata molto bene dall’amico Mario Poletti, che a San Vito di Cadore (Bl) nella seconda prova di campionato italiano, ho avvertito un calo di rendimento che mi ha preoccupato non poco. Ormai avrete capito quanto poco vada d’accordo col maltempo durante le competizioni, ed entrambe le gare oltretutto, si sono svolte in condizioni meteo davvero difficili!

Nel viaggio di ritorno dalla mezza batosta cadorina, ho iniziato a pianificare un obbiettivo a breve termine che mi rendesse quegli stimoli ormai svaniti ma che fino a poche settimane prima sembravano così positivi e predominanti.

La Sierre- Zinal, fino a quel momento, era intesa come avvicinamento al mondiale, così tanto per ripetere l’esperienza di correre una delle competizioni che più amo in assoluto.  Ora si trasformava però in un obbiettivo imprescindibile della stagione. Ma per arrivarci avevo bisogno di conferme più che concrete.

Eccomi così, il 31 luglio, al via del Giir dei Mont a Premana (Lc). Operazione azzardata, questo il monito di molti amici, ma a volte è bello buttarsi nella mischia, e in alta Valsassina, la posta in gioco è sempre elevata. In tutti i sensi. Kilian aspettava la conferma della mia partecipazione. Da grande campione qual è, non teme nessuno, e sa esaltarsi ancora di più quando il livello è alto. E sfida è stata, anche quest’anno. Solo che a me è andata di nuovo male … Ma ingiusto sarebbe soffermarsi sui dati che recita la cruda classifica, quando per ben 2h40’ (su 3h di gara)  conducevo solitario la gara, vivendo dentro me stesso il sogno dell’impresa di arrivare solo al traguardo, da vincitore. Invece nulla, appuntamento rinviato. Chissà (?).

Il secondo posto al Giir dei Mont però era servito a rimettere qualcosa apposto nella mia testa. I miei amici e la gente sul percorso aveva apprezzato molto il modo in cui avevo lottato, e la delusione è stata meno cocente. Ecco allora che dentro di me gli stimoli iniziavano a crescere.

Da qui in avanti c’è stato un filotto di gare con in mezzo la classicissima elvetica, il 14 agosto. Più una settimana a Ceresole Reale (To) con Elisa e Lidia per allenarmi di nuovo assieme a Jean.

Le gare che mi dividevano dell’obbiettivo erano Km Verticale a Manigod (Fra) Memorial Bianchi a Malonno (Bs). E come non proseguire con altri due secondi posti (in Francia di nuovo alle spalle di Kilian, in Vallecamonica dietro a Berny Dematteis)!!

Ma a quel punto maturava l’idea che il significato di una nuova sconfitta a Zinal, sarebbe stato quello di vanificare  una stagione di fatiche. Un altro secondo posto non mi andava proprio bene. Soprattutto con il mio sponsor (SCOTT) lì presente e fermamente deciso a mandarmi a(ff)…. piedi a Friburgo per avere nuovamente delle scarpe se solo non avessi vinto!

Con Kilian in giornata “ni” e i forti americani (ad esempio il futuro World Champion Max King) non pienamente al top, a rovinare i miei sogni di vittoria ci ha provato (e per pochissimo non ci è riuscito), il portoghese Cesàr Costa, che si può dire che qui sia di casa. Cesàr ha un lavoro normale, fa il meccanico e il gommista a Martigny per 9-10 ore al giorno. Ma ragazzi, il salto di qualità di Cesàr in salita quest’anno, è stato impressionante!

Neanche le mie gambe, per dirla tutta, giravano al meglio quel giorno. Troppa fatica nella prima ed impegnativa salita, quando Costa ha preso e se n’è andato. Poi però ho saputo tenere duro, e ricucire lo strappo nella discesa finale che conduce nella bolgia di Zinal per tagliare trionfante il traguardo.

Il mio tempo di 2h30’18” credo sia comunque migliorabile. E forse, grazie ai giovani emergenti, anche lo storico record di Jonathan Wyatt (1h29’12”) potrà cadere in futuro

La preparazione per il mondiale in Albania è durata purtroppo solo due settimane. La coperta era troppo corta, e obbiettivamente non c’era molto tempo per ricercare la grande condizione. Quattordici giorni a tutta in quel di Livigno per concentrarsi sui lavori che mi mancavano, velocità, medi variati e circuiti salita-discesa. Tutto bene, ma il tempo rimasto era ridotto all’osso.

La gara mondiale non ha suscitato dentro di me grandi emozioni. Forse il mio amore per questo tipo di competizione sta completamente svanendo, il treno della federazione internazionale continua a proseguire su un binario morto senza mai apportare alcuna novità, ma ahimè, questo è solo un dettaglio. Già dalle notizie che ci erano circolate riguardo al percorso, nulla lasciava presagire ad  un’edizione iridata indimenticabile. Ed eravamo fin troppo ottimistici a riguardo (location fra le più brutte mai viste per una corsa in montagna) , e la colpa non è di certo della pur volenterosa federazione albanese! Critiche a parte, le gare sono state rese molto complicate dal caldo torrido e dalla polvere di un percorso che si snodava dapprima in mezzo a scheletri di costruzioni obsolete mai terminate, per poi svilupparsi nella parte più alta su una collina dove solo il bosco di castagni celava l’aridità della vegetazione qui presente. La discesa, a parte i tratti di strada carrozzabile, nascondeva parecchie insidie. La peggiore era costituita dai sassi nascosti sotto alla sabbia polverosa. Così alcuni concorrenti sono stati costretti ad abbandonare o a farsi  medicare in ambulanza a gara conclusa.

Io stesso sono caduto in una di queste subdole trappole. Al primo dei tre giri previsti. La gara era così compromessa e arrivederci a tra due anni. Solo con la forza della disperazione ho potuto terminare la mia fatica. Soddisfatto a metà, ma non si può pretendere la Luna.

Archiviati pure i mondiali, restava da chiudere la pratica della stagione con la “Skyrunning Super Cup” alla Kinabalu Climbathon in Malesia. Lo scorso anno tutto filò liscio. Ma in quell’occasione c’erano  i dolci pensieri di una fresca paternità, e la condizione top nel momento giusto. L’infortunio alla caviglia destra non mi aveva consentito di eseguire grandi lavori, soprattutto nei saliscendi. La voglia di chiudere al meglio una delle stagioni più avare di soddisfazioni di sempre, si scontrava altresì con la fretta di chiudere baracca e burattini per un tempo indeterminato. Sulla mia strada di nuovo Kilian. Correre contro di lui, come il caffè e la Red Bull, stimola il corpo e la mente. Ma quest’ultima, nel caso specifico, funziona assai a rilento. Vero è che paragonando le nostre ultime settimane, in 7 giorni spiccano le sue 36 ore di allenamento con 20.000 mt di dislivello contro le mie 9 ore con 1200 di dislivello, ma non solo così si può analizzare questa mia (ennesima) debàcle malesiana. Quando si hanno i pensieri offuscati dalla fatica, capita che si perda la concezione di come si stia affrontando lo sforzo. Quattro minuti di vantaggio anche uno bravo li può perdere in discesa, se non si rimane concentrati fino alla fine!

E così è capitato anche a me. Metteteci pure che la fortuna aiuta (solo) gli audaci e il cerchio è chiuso e sigillato. Mentre lo spagnolo mi affiancava nell’ultimo tratto di sterrato, dopo lo sconforto iniziale, ho subito realizzato  con quanta poca attenzione avevo affrontato una discesa tanto delicata. In due parole: un pollo. Altro che soavi momenti di trionfo, da quel punto all’arrivo c’è stato giusto il tempo di incassare un bel KO tecnico dal giovane rivale. Una bella lezione che mi servirà..

Per chiudere questo papiro, indicherei i tre momenti più intensi di questo 2011. Sierre Zinal, Giir dei Mont e Kinabalu. I ricordi a volte hanno il sapore amaro di qualcosa che è mancato, che è andato non come si voleva, o poteva. Sembrerà un caso, ma involontariamente le distanze medio-lunghe iniziano a darmi degli stimoli che altrove fatico a trovare. E come non seguire gli stimoli anche nel 2012, se ancora ci regalano  il piacere di allacciare le scarpe col doppio nodo per iniziare una nuova avventura…

Gare Estive 2011:

Val Sabbia Half Marathon 1°

Leffe Trofeo Valli Bergamasche 1°

Trofeo Nasego 1°

Kreuzegg Classic 1°

Taipei 101 2°

Trofeo Baroli 1°

Italiani Domodossola 1^ prova 2°

Neurivue 2°

Memorial Fogu 1°

Orobie Skyrace 1°

San Vito di Cadore 3°

Giir Dei Mont 2°

Memorial Bianchi 2°

Vertical Km Manigod 2°

Sierre Zinal 1°

Zelbio 3^ prova C. itialiani 3°

Mondiali Tirana 5°

Hochfelln Berglauf 2°

Anboto Vertical Kilometer 1°

Ossi Berglauf 1°

Kinabalu Climbathon 2°

Europei Vertical Kilometer 3°

Grand Prix Corsainmontagna.it  

 

 

 

 



Sierre Zinal foto Pete Hartley

Kinabalu Clhimbathon

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