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Corsa in Montagna

Notizie

Trasferta americana: Mount Washington Road Race
18 giugno 2012
Quinto posto nella storica corsa del New Hampshire

Mt Washington, New Hampshire, Stati Uniti d'America.

Una delle cose che ha da sempre caratterizzato la mia carriera sportiva, e' stata la voglia di uscire dall'ambiente in cui ho sempre vissuto per dare un senso maggiore alla liberta' che la corsa ci regala.
Anche solo per due giorni, quattro, otto, ma anche quaranta! Ho sempre sofferto le imposizioni a certe gare, anche se capisco bene la necessita' di chi detiene una sorta di controllo sulle altrui carriere sportive.
Insomma, decidere di scappare lontano per testarsi. Atleticamente ma anche come persona. Una bella lezione di vita che non si impara di certo in nessuna scuola.

Il Mount Washington e' una montagna americana, nel nord degli Stati Uniti, molto vicina al confine col Canada. A vederla cosi' non gli daresti nulla, ce ne sono a migliaia molto simili, e non e' neppure molto alta. Poi pero', ascoltando le storie della gente che vive qui vicino, capisci che di storie da raccontare ne ha tantissime. E' qui, ad esempio che nel 1934 e' stato registrato il piu' forte vento nella storia, ben 231 miglia all'ora (oltre 370 km/ora!), ma e' anche la montagna che per una media di 104 giorni all'anno e' battuta da venti che assumono i connotati di uragani.
E' qui che dal 1936 al 1938, per poi riprendere ininterrottamente dal 1961 ad oggi, viene organizzata la corsa che sale la montagna, il cui motto e' : Only One Hill.
La gara in questione quest'anno e' valida come selezione maschile per i campionati americani di corsa in montagna. Quando ne sono venuto a conoscenza, la voglia di correre questa gara epica mi ha dato grandi stimoli per essere al via.
Il percorso di 12,2 chilometri e' quasi interamente asfaltato, tranne poche centinaia di metri di sterrato dopo l'ottavo chilometro.
La base di partenza si trova a 477 mt mentre la cima della montagna e' a 1907 mt.
Una salita impegnativa, come ce ne sono tante nelle Alpi. Nel 2003 corsi una gara in Austria che saliva da Ferleiten, un versante del Grossglockner. La gara del Mt Washington ha caratteristiche identiche a quella.
Gli atleti invece, sono diversi. Sono tutti americani. E chi conosce la recente storia della corsa in montagna tradizionale (ma anche quella parallela del mondo del Trail), sa bene quanto questo Paese stia crescendo in termini di risultati assoluti!
Il livello e' decisamente alto, finalmente anche i corridori che hanno sempre orientato i loro interessi verso la pista e la strada hanno deciso di dare il loro contributo alla causa montana, facendo di tutto per entrare nel Team a Stelle e Strisce.
Alla partenza siamo in molti, ben milleduecento, il tetto massimo di iscrizioni e' questo e guai a superarlo! Alle nove c'e' lo sparo del cannone, dopo il rito dell' inno degli Stati Uniti d'America.
Dopo duecento metri pianeggiante la strada asfaltata diventa subito molto ripida. I primi due chilometri servono a farmi capire che oggi sara' dura. Molto dura.
Il gruppo e' compatto, ma io sono al gancio dal primo metro e siamo ancora una dozzina insieme. Al terzo chilometro passa Max King a tirare. E' un po' febbricitante, l'ho incontrato il giorno prima ed aveva gli occhi molto stanchi. Infatti, subito dopo lo passa Joe Gray imponendo un ritmo piu' elevato, tanto da staccare tutti. A sorprendermi pero', e' un atleta a torso nudo che mi affianca e sale in progressione a riprendere Joe, il fuggitivo. E' impressionante, non lo vedro' piu' fino all'arrivo.... I chilometri passano ed io non posso far altro che difendermi, non riesco a correre come vorrei e le gambe le sento molto cariche.
E' un elastico fino al decimo chilometro, prima staccando qualcuno, poi facendomi riprendere. Poi al decimo finalmente, grazie alle pendenze un poco meno ripide, riesco a fare una progressione regolare che mi permette di guadagnare due posizioni. Un quinto posto finale abbastanza amarognolo, in 1h01'38", che mi dicono essere non male, ma capisco di non essermi espresso al meglio delle mie possibilita'. Il vincitore e' Sage Canaday, ventiseienne dell'Oregon con buone esperienze anche in maratona e con alle spalle una gara di Trail di 50 miglia lo scorso marzo. Il suo tempo e' di 58'27", il terzo piu' veoloce di sempre. Direi che le sue prospettive sono molto buone.
Gli atleti che mi sono arrivati davanti li conosco bene, Joe Gray, Erik Blake, Glan Randall. Poi a completare il team per i mondiali di Ponte di Legno ci saranno Tom Manning e Tim Chichester, finiti alle mie spalle. Fuori dalla squadra l'iridato Max King, settimo americano e Ricky Gates. Nessuna polemica, passano i primi sei e chiuso Milano!

Dopo la gara e' inusuale che molti fra i top runners decidano di farsela correndo a valle, ma e' cosi'! Dal sentiero fatto di pietraie discendiamo il mitico Mount Washington vedi le foto di Ricky Gates
http://rickeygates.com/white-mountain-mania/
. Alla partenza, sotto i tendoni allestiti dal'organizzazione ci aspetta il tacchino arrosto e la birra, come tradizione vuole.



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