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Corsa in Montagna

Notizie

Sierre Zinal, finalmente!
13 agosto 2008
La conoscevo, la temevo, l'ho corsa!

Che soddisfazione! Dopo aver provato il tracciato della Sierre – Zinal la scorsa settimana, non ero convinto completamente di correre questa lunga, fantastica, gara. Invece il progetto che avevo in testa da alcuni anni si è finalmente concretizzato, anche se durante tutta la gara ho avuto una paura terribile di saltare in aria. Assente l’avversario numero uno, il colombiano Rolando “Rolo” Ortiz, verosimilmente rimasto a Bogotà dopo comunque aver confermato la sua presenza agli organizzatori. Giornata di sole, a Sierre (500mt di quota), quando viene dato lo “start” alle 9.00, fa già quasi caldo. Decido subito che non seguirò chiunque decida di partire ad un ritmo superiore a quello che mi sono prefissato, salvare le energie nella prima salita è una cosa saggia per evitare brutte sorprese. Nessuno però prende l’iniziativa in maniera decisa, Al comando si alternano Gerd Frick, Helmut Schiessl, e Robert Krupicka, ma il gruppo  nei primi tre chilometri, resta compatto con 15-20 atleti. All’inizio della salita “vera”, quella che porta dagli 800mt ai 1900, è il catalano Roc Augusti a prendere l’iniziativa e sotto la sua azione, rimaniamo in due nella sua scia, Krupicka e io. Passa il tempo e anche il ceko si stacca. Dopo una cinquantina di minuti, passiamo la località “Ponchette”, Augusti Roc mi sorprende, le sue doti di atleta veloce nei lunghi tratti pianeggianti che da qui portano a Chandolin, mi erano sconosciute. A Chandolin transitiamo appaiati in 1h10’06” (Wyatt nel 2003 era passato in 1h06’40”), ma correndo volutamente senza l’orologio i passaggi non li posso sapere, né tuttavia mi interessano. Ho deciso che ascolterò le mie sensazioni. Dopo il ristoro del Km 15, Roc si stacca di pochi metri. Io continuo con il pensiero rivolto ai 5 chilometri di salita agevole che mi separano da Tignosa. A Tignosa mi volgo un attimo per controllare, non vedo più l’avversario, ma le sensazioni iniziano ad essere traditrici. Prendo un rifornimento e lancio un occhiata al successivo obbiettivo che si trova sul crinale opposto, l’Hotel Weisshorn, 2380mt. Continuo a correre con decisione, pensando che una volta raggiunto il GPM dopo il Weisshorn, tutto sarà in discesa. Sorpasso continuamente i concorrenti della non competitiva partiti alle cinque del mattino, e i giovanissimi atleti partiti da Chandolin per affrontare ben 15 km!! Alcuni di questi ultimi, quando li sorpasso, provano a tenere il mio ritmo, anche a me è capitato in passato di farlo. Una volta assistevo al tentativo di record di salita e discesa del Monte Bianco. Mi attaccai dietro a Fabio Meraldi per un pezzettino. Avevo quindici anni e ci riuscii per poche centinaia di metri, ma fu entusiasmante davvero. Al Weisshorn c’è molta gente, nelle gambe inizio a sentire il peso dei chilometri. Finalmente oltrepasso l’ultimo tratto di saliscendi, da qui al traguardo mancano solo nove chilometri, alcuni dei quali su sentiero di pietraia. Mentalmente sono già alla discesa finale, ma ancora c’è n’è di piano da fare! Mi giro ogni tanto, ma non potrei mai riconoscere un mio avversario in mezzo ai tanti atleti della non competitiva che ho lasciato alle spalle, rischierei di cadere a pelle di leone….Vedo il cartello dei meno tre all’arrivo. L’adrenalina sale. Affronto l’ultima temibile discesa ed entro nel paese di Zinal, stretto fra due ali di folla come mai mi era capitato di vedere in una competizione in montagna. L’arrivo è in fondo al rettilineo, lontano cento metri, è un sogno che si avvera. Mi chiedono tutti se ritornerò l’anno prossimo, oggi sarei un pazzo sadico a dire di sì, anche se forse tra un anno cambierò idea….



Con Michele Speciale e Gerd Frick

L'impronta lasciata nel cemento di Zianl dai vincitori

La premiazione

L'arrivo in Zinal

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